Una domenica…

Mi sveglio un po’ nervoso… la giornata precedente non è stata di certo tra le più belle della mia vita… e così anche la notte ha risentito e accumulato un groviglio di tensioni e inquietudini.
Intendo comunque mantenere la mia piccola e forse unica abitudine, che settimanalmente accompagna le mie mattinate domenicali… passeggiata fino all’edicola, Repubblica, grazie… e via in un parco a cercare un po’ di tranquillità…
C’è molta gente, compresi due bambini che tirano calci ad un pallone e riescono a dar vita a nuvole di polvere…
Nella mia mente vagano ancora rimasugli insistenti del sabato…
Spuntano fuori due cani bellissimi, non si accorgono di me e scodinzolano… poi all’improvviso il più curioso nota la mia presenza seminascosta in una panchina… mi abbaia timoroso… poi si avvicina per farsi accarezzare e mi fa un po’ di compagnia… dopo arriva il padrone e se lo porta via…
Ed ecco allora rifarsi vivi nei miei pensieri l’eco dell’insofferenza, della delusione, dell’avercela contro te stesso per ciò che hai fatto, o meglio che non hai fatto…
Continuo a sfogliare il giornale, ma non leggo… ogni tanto mi guardo intorno… qualche figura cattura la mia attenzione, gli urli gioiosi di un bambino impegnato in un’altalena mi distraggono… e intanto un merlo che non riesco ad individuare continua a cantare la sua serenata d’amore…
Ritorno alle pagine del mio giornale… rialzo gli occhi e davanti ai miei occhi passeggia un bambino seduto su una sedia a rotelle. Il suo volto sembra sereno. Osserva sorridente i coetanei che giocano a palla… Riabbasso gli occhi, come se avessi compiuto il gesto più infame della mia vita… Dopo un minuto li rialzo… il bambino ora è seduto per terra, cammina a carponi. I due bambini calciatori si fermano, gli si avvicinano e lo coinvolgono in un nuovo gioco…
Il mio cuore comincia a stringersi, i miei occhi si inumidiscono, i miei pensieri cambiano… e comincio a sentirmi inadeguato, non degno di assistere ad una scena così meravigliosamente bella… Preferisco andare via e lasciare questo momento tutto per loro, alla luce limpida dei loro occhi…
Torno a casa, con diverse sensazioni che accompagnano i miei passi distratti, ma con la certezza che dentro di me resterà impressa per sempre questa domenica… Una semplice domenica.

 

 

Copyright © Gerry Mottola