Gli alberi

Gli alberi sono creature meravigliose… nella limpida luce dei propri colori, nella freschezza delle loro ombre… Ci immergiamo nei loro profumi intensi, ci divertiamo a nasconderci dietro il loro corpo, a sbirciare dietro le foglie… ad ascoltare il loro fruscio…
Gli alberi respirano, gli alberi ci parlano… ci raccontano la loro vita, ci mostrano le proprie rughe, ci svelano la propria età senza timori, non hanno paura del tempo…
E conoscono la nostra vita… riconoscono i nostri passi, le nostre parole, osservano silenziosi e apparentemente indifferenti tutto quello che gli gira intorno…
E si chiederanno… “ma che c’avranno da correre…?” “cosa si urlano…?”; “perchè fanno tanto rumore…” ….
Noi non possiamo che amarli… belli, brutti, storti, dritti, alti, bassi che siano…
Sono forse gli unici a regalarci un tenero colore, uno spicchio di sole in un tempo grigio che ci porta via tutto con fretta e arroganza…
E in questo tempo… malvolentieri e con costrizione ci sono entrati anche loro e sembrano poveri pesciolini fuori dall’acqua…
Il nostro quartiere ne ha partoriti tanti… Sono la nostra storia… ci hanno visto camminare, crescere, cambiare, sperare, sognare … Tutti noi dobbiamo aiutarli a vivere, a resistere… e quando sono malati dobbiamo curali e proteggerli come figli… Figli che si sono fatti da soli, che non hanno mai avuto raccomandazioni, e mai un avvocato che li tutelasse…
Certo, qualcuno può ammalarsi… e come tutte le anime sensibili affronterà il dramma della sofferenza… Noi faremo di tutto per medicarlo, per assisterlo fino alla fine…
Se poi dovessimo accorgerci che non ci sono rimedi per tenerli in vita, perché così malati da non poter far nulla… così malati che potrebbero rappresentare anche un pericolo per la nostra incolumità… allora possiamo anche decidere di porre fine alle loro sofferenze…
Ma solo quando non c’è più niente da fare… Solo in casi di grave malattia, solo in caso di seria minaccia… Solo ed unicamente in questi casi…
Per tutto il resto… beh, sarebbe quanto meno educato chiedere il loro parere… magari saprebbero darci più soluzioni di quante la nostra limitata fantasia non riesca a trovare…
Mi viene in mente un alberello di fico… che ogni tanto vado a trovare… Da tantissimi anni vive a Via Margutta, la via dei poeti, dei pittori e degli amori… come ricordava Luca Barbarossa, in una canzone di qualche anno fa… Via Margutta è cambiata, non ha più quel fascino surreale che la faceva apparire come un vicolo incantato, misterioso, un frammento di paradiso che la distingueva dai tanti frammenti sparsi per le vie del mondo… I poeti, i pittori… non sono più gli stessi… i nuovi amori scelgono altri battesimi… i colori sono sbiaditi… e anche case e pareti sembrano diverse… Ma l’alberello è rimasto… fiero e orgoglioso si arrampica sui muri di una casa… e a testimoniare la sua testardaggine c’è una targa di marmo in versi romaneschi che ricorda il suo travagliato alloggio…
Anche noi cambieremo, anche il nostro quartiere si incamminerà nel corso mutevole della vita, nuovi volti si affacceranno, altri se ne andranno…
Gli alberi no… resteranno lì, e continueranno a osservare quei buffi esseri che si reggono su due zampe… ma nelle loro cortecce, nei loro rami, nelle nuove foglie che nasceranno e cresceranno, nel loro respiro… ci sarà uno scorcio della nostra vita… dei nostri sospiri…
Impariamo a vivere e ad amare gli alberi, e insegniamolo ogni giorno a chi pian piano si affaccia nella vita dei grandi, ansioso e desideroso di apprendere…
Chi ha orecchie per intendere… intenda…

 

Copyright © Gerry Mottola