Attraverso Paolo Piu (Papi): Arte e Riflessioni

Precisazione: non voglio farmi passare per quello che non sono… Detto questo, preciso che non sono un critico d’arte… Pertanto, il lettore esperto delle forme espressive artistiche riguardanti il mondo della pittura e della scultura perdonerà questa benevola invasione di campo di un autore di musica leggera…
A parlare saranno soltanto le mie sensazioni, il dolce desiderio di curiosità che ha pervaso i miei occhi nell’osservare le opere di Paolo Piu, in arte Papi, pittore e scultore abitante nel nostro quartiere.
Ho sempre cercato nella pittura qualcosa che stimolasse la mia creatività, soprattutto nei momenti di difficile ricerca, di scarsa ispirazione, se così vogliamo chiamarla (ed io non amo chiamarla così, ma è forse l’unico modo per esprimere questa strana sensazione universalmente).
Per chi come me fa del suo lavoro la ricerca della capacità di tradurre in testi o in articoli le sensazioni che tutti viviamo, di “fotografare” attimi vissuti, di poter sentirsi dire “è vero! Hai scritto qualcosa che mi è capitato di vivere…” oppure “non ci avevo pensato prima… è così”, è fondamentale guardarsi sempre intorno, curiosare senza invadenza, cercare, scoprire…
E’ necessario mantenere sempre attivo il senso del desiderio di entrare negli “occhi” di un albero, di sbirciare un gattino arruffato, di osservare la nuova forma che ha preso una lattina schiacciata, o semplicemente di sentirsi una povera bestia davanti allo sguardo di un cane abbandonato…
Ma molte volte il nostro desiderio si smarrisce… forse distratto da qualcosa di impersonale che colpisce ognuno di noi e che all’improvviso ci priva di curiosità e interesse.
E allora io mi rifugio nell’arte, e passerei ore a scrutarmi ogni centimetro dipinto, ogni sfumatura ricercata che sarà stato il costo di chissà quale sacrificio in termini di tempo, di combinazioni, di ricerca, di amore… o magari che arriva spontanea, all’improvviso… come un regalo inatteso!
E davanti ad un quadro mi chiedo sempre quello che mi perseguita quando ho appena finito di scrivere una canzone o un articolo: il suo autore avrà raggiunto quello che ricercava? le fantasie che vagavano nella sua mente avranno trovato rifugio nel suo dipinto?
Chissà, forse la verità non la sapremo mai. E non oso chiederla a Papi. Di lui voglio soltanto godermi le sue splendide opere, che hanno catturato la mia immaginazione, che hanno suscitato più di una sensazione piacevole…
Vi consiglio di visitare il sito www.artidee.it. e rilassarvi davanti a “una casetta che cavalca la luna e scivola nello spazio e un pesce la sta a guardare” o di meravigliarvi davanti alle sue mescolanze di olio, stucco, sabbia, lenticchie, cortecce, polvere di conchiglie, fette di albero di Eucaliptus…
Un ultimo pensiero… Papi scrive “Platone ha definito la donna come privilegio della natura e piacere dell’anima. La definizione di Platone la dedico a mia moglie.”
Semplicemente bellissimo.

Copyright © Gerry Mottola